Maria

(dalle poesie inedite di Silvio Pellico)

Amo, e sovra il cor mio col nome santo
Sta del Signor quel d’una Donna impresso
Quel della Vergine che a Lui siede accanto!

Quel di Colei che gloria è del suo sesso!
Quel di Colei ch’anima avea sì bella,
Ch’a sue cure Dio volle esser commesso!

E bambin s’appendeva a sua mammella,
Ed ha i merti di Lei co’ suoi contesti,
E l’alzò dov’è a noi propizia stella!

Salve, o Maria! Tu con Gesù stringesti
Fra le tue braccia tutti noi mortali;
Tu per fratello il Redentor ne desti.

Su me pur, su me pur tue celestiali
Pupille scintillaron di materna
Pietà innefabil, sin da’ miei natali.

E a quel Figliuol che terra e ciel governa
Per me chiedesti e vai chiedendo aita,
Sì, ch’io pur giunga alla sua pace eterna.

Ne’ giorni più infelici di mia vita
L’invisibil tua man mi terse il pianto;
Ognor t’han miei rimorsi impietosita.

Amo, e sovra il cor mio porto col santo
Nome di Dio quel di Maria stampato!
Quel della Donna che a Lui siede accanto!

Della Madre che il Figlio ha per me dato!


Qualche nota su Silvio Pellico

Angela, Roma 18 maggio 2020

Cari Amici,

Silvio Pellico fu il più grande patriota del Risorgimento, fu vero rivoluzionario, “carbonaro” e grande letterato.

[Nota del webmaster: E proprio a causa del suo profondo afflato patriottico venne arrestato nel 1820 con l'accusa di Carboneria per leggere una sintesi
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.]

Ebbe legami internazionali sia culturali che politici. Questo successo internazionale fu dovuto al fatto che lui fu un patriota che rifiutò di parlare di politica come possiamo leggere soprattutto nella sua opera più famosa: “Le mie prigioni” che scrisse dopo la sua scarcerazione dallo Spielberg, in Moravia.

In carcere lui riscoprì la fede attraverso un viaggio interiore, un viaggio dell’anima in cammino verso Dio come fece S. Agostino nelle sue “Confessioni”.

“Le mie prigioni” fu considerato un libro di educazione religiosa dove viene raccontata la quotidianità del carcere e dove vengono fortemente sottolineati l’importanza della introspezione personale, dei combattimenti spirituali, dei sentimenti profondi, del silenzio, del sacrificio, del perdono, della compassione, anzi fu definito proprio il “libro della compassione”, anche se da alcuni fu visto come un libro pericoloso perché metteva in evidenza le condizioni del carcere di allora.

Il suo linguaggio scarno e diretto fece scalpore e toccò il cuore dei lettori.

È un romanzo avvincente e commovente da leggere ancora oggi!

Scrisse ancora tragedie ed opere tra cui: “I doveri degli uomini”, un libro di pedagogia politica usato allora nei seminari.

Scrisse raccolte inedite di poesie tra cui questa che vi ho proposto dedicata a Maria. I termini sono quelli classici, i sentimenti possono essere quelli di ogni uomo e donna che pensa a Maria con amore di figlio, quindi attuali sempre.

Sono anche i miei!

A presto!

Angela