La rivoluzione della speranza

Roma 25 aprile 2020, festa della Liberazione!

Cara Amica, caro Amico, oggi ti segnalo un “vecchio” e “prezioso” libro che ho ritrovato in questi giorni; spero che anche tu ne abbia una copia o che in qualche modo riuscirai a procurartela... In questo periodo di “emergenza” e “distanziamento” ne ho rivalutato i contenuti con rinnovato interesse ed entusiasmo, perché il libro tratta argomenti di grande attualità che stuzzicano enormemente il buon senso. Mi piace annotare insieme a te alcune modeste riflessioni personali e condividerne qualche commento. Qui provo a sintetizzare alcuni miei pensieri e sentimenti ispirati dagli scritti del 1968 di Erich Fromm; scritti su cui ho meditato per la prima volta 40 anni fa, da neo-maggiorenne, e che ancora oggi mi suscitano il desiderio di attualizzarli e interpretarli alla luce degli eventi e delle restrizioni più recenti.

Nulla sembrerebbe cambiato da allora! A mio avviso l’idiozia, la brevità di visione o la follia di onnipotenza di molti tra i ricchi e potenti del pianeta continuano a rallentare l'inesorabile processo di crescita dell’umanità. D'altra parte, fanno da sgabello a questa oppressione culturale schiere di individui, che si illudono convenga lasciar correre i malcostumi, finché magari non giungono loro tanto vicini da inficiare gli interessi propri o delle persone a loro care. Sono quelli che si limitano a cavalcare l'onda, a comportarsi da inconsapevoli ingranaggi più che da artefici della propria esistenza, e si spendono sostanzialmente per tentare di procurarsi pseudo-privilegi o soddisfare pseudo-bisogni indotti dai sistemi di potere o dal cosiddetto “libero” mercato.

Avviluppati da una visione secondo me distruttiva dell’esistenza, rincorrono illusori obiettivi di felicità, fino a divenire intimamente schiavi dei consumi e del profitto. Ma tali sforzi, secondo la mia esperienza, assai difficilmente appagheranno la sete di felicità che ogni essere umano è orientato a soddisfare: può farcela solo chi guarda in profondità fino a riscoprire la bellezza della sua stessa anima, del suo stesso essere e di quello del proprio simile, in un anelito di abbraccio collettivo. Questo approccio responsabile, che forse inizialmente può apparire più faticoso rispetto a quello conformista, di fatto si rivela una possibile via per realizzare straordinaria magnificenza, agli occhi di chi ricerca con onestà intellettuale.

A presto ricevere i tuoi pensieri e proseguire un dialogo sulla speranza, desideroso di realizzare insieme la vera felicità.

Giovanni